Kinorenma


Aikiken


Kyudo


Hojo


Shodo


Jodo


Osensei


HOJO

1)
L’HOJO è una danza delle mani e dei piedi
La parte superiore è una grande virtù divina
La parte inferiore è l’essenza di uno spirito sereno.
2)
La legge, HO , è una legge della grande Natura
JO è una definizione della sua Via
Questo movimento dipende dalla Legge Divina
Quindi impara ad esercitarti 100 volte con un cuore schietto
Fino a capire da solo
3)
Coloro che seguono questa via non devono dare importanza alla vittoria
….o alla perdita
E non devono comportarsi in modo prepotente E nemmeno disprezzare se stessi ed adulare gli altri
4)
Se si guadagna la Verità di questa via, il male non si avvicinerà
Temendo la vitalità della spada
Quindi questa Via è una grande Via
Sia per governare una nazione ,sia, in piccolo
Una Via per se stessi
che ci indica un giusto comportamento che ci protegge
e governa la famiglia
5)
Lo scopo dello studio dell’HOJO
È di imparare a rimuovere la forma dei comportamenti acquisiti
E ritornare alla Vita originale

Il Maestro Hosokawa

Un Maestro non si può raccontare, bisogna viverlo quando e se … ne hai l’occasione.

Non ricordo molto bene aneddoti e frasi celebri da condividere con gli amanti delle leggende. Posso solo dire ciò che per me ha significato l’incontro con il Maestro.

Mi sono lasciato travolgere dalla sua personalità, da concetti, gesti, accenni, sorrisi, dagli interessi, da dubbi e domande, da gusti ed atmosfere che lui ha proposto e comunicato con quanti presenziassero alla sua pratica e al suo modo di intendere e di studiare, senza mai sentirsi obbligati a seguire unicamente il suo ‘’stile’’ Non ho mai scorto nel suo ‘’fare’’ qualcosa che potesse far pensare ad un intento di proselitismo.

Sempre LIBERO…se ci sei si pratica insieme, se non ci sei si pratica con chi c’è.

Già non si può andare indietro, si va solo avanti ( come nel gioco della dama) e solo dopo essere arrivato in fondo, potrai andare dove vorrai ( ‘’come nella dama’’ diceva Hoso ).
LIBERI di esserci o no una sensazione fantastica rilassante liberatoria. Eppure, dopo ogni lezione, dopo ogni stage, incalzava il bisogno di continuare, come se il racconto non fosse finito, come quando stai leggendo una favola o una storia dai risvolti imprevedibili e ti distraggono per riportarti alle cose banali dell’esistenza.
Il bello è che nel condividere con il Maestro momenti di vita quotidiana, tutto ti riporta a quei concetti e valori già incontrati sul tatami e saperli riconoscere poi quando sei solo, è la sfida più gratificante ed entusiasmante …..un gioco serio.
La cosa curiosa è che capitava spesso che quando la situazione sembrava condurre a profonde riflessioni, all’improvviso si trasformava in qualcosa di giocoso e goliardico, mentre quando si cadeva nell’ilarità, ecco che un gesto, un commento riportava gli animi più sensibili a qualcosa di profondo, importante e serio.
Un Maestro non si può raccontare, puoi solo sentirlo quando e se ne hai l’occasione.
E’ così che si forma il Guerriero Interiore?
E’ così che si sveglia il Guerriero dormiente che abita ogni individuo e dovrebbe governare, proteggere e incoraggiare quell’essere arrogante, confuso, sofferente e pauroso che agisce nella vita con determinazione inconsapevole?
Con il Maestro Hosokawa era come indossare uno speciale paio di occhiali ( quelli dell’aikido) per vedere in tre dimensioni qualcosa che è apparentemente lineare e piatto ( come nei cinema a 3D ). Ed è proprio in questo entrare ‘’dentro’’, guardare sotto la coperta delle apparenze, che le relazioni e la Verità si possono rivelare a chi con determinazione, impegno e coraggio, ha scelto di seguire le indicazioni della Via.
Coraggio certo, perché la pratica non fa che rivelare ad ognuno la propria condizione fisica, intellettiva, emotiva e…spirituale o umana, e con il Maestro mi sentivo costantemente messo di fronte allo specchio.
Ecco qui emergere il senso più profondo della pratica dell’aikido: FORGIARE la parte invisibile dell’essere in perfetta sintonia con i principi di cui l’Aikido è messaggero.
Un Maestro non si può raccontare… lo devi assorbire quando e se ne hai l’occasione.
Le storie gli aneddoti, gli incidenti, le coincidenze i momenti…per molti rimangono tali…ma per alcuni sono solchi indelebili e tasselli capaci di modificare il proprio modo di essere.
Il Maestro Hosokawa con la sua didattica apparentemente casuale, creava percorsi, che in un modo o nell’altro portassero alla sperimentazione e alla scoperta dei valori fondamentali della pratica aikidoistica, dava indicazioni importanti mai esplicite per indurre alla comprensione in maniera autonoma.
La sua didattica attingeva dalla sua poliedrica esperienza del budo Giapponese ma la cosa stupefacente era che ogni occasione diveniva un pretesto per aprire finestre sugli infinti panorami della Vita, finestre da cui potersi affacciare e ricevere un’ondata di energia rinnovatrice e tonificante, bastava saper guardare……a tutti i presenti era severamente e gentilmente richiesta 'PRESENZA’ …niente schemi da seguire, ne paranoie, dogmi o bigottismi, solo PRESENZA (la colonna centrale il cardine della pratica).
Ma il primo atto di presenza non risiede forse nel respiro??.....allora ecco pronto uno studio della Respirazione d’immenso valor, insito nella pratica dell’ HOJO, introdotta dal Maestro a piccole dosi, con pazienza, mimetizzandola nel bosco dei movimenti e delle tecniche.
Questo tesoro di conoscenza esprime una progressione didattica così efficace che sarebbe una grave perdita per l’umanità se dovesse andare disperso.
Coltivare i semi degli insegnamenti…così…i Maestri vivono per sempre. GRAZIE . . . MAESTRO!